L'Arte della Spada Giapponese Come noto l'uomo, imparando a lavorare i metalli, scoprì presto il modo di fabbricare armi resistenti e micidiali tra le quali la spada, arma comune a quasi tutte le civiltà. Le prime spade arrivarono anticamente in Giappone dalla Cina, erano diritte e a doppio taglio; nelle isole del Sol Levante quest'arma fu rielaborata fino a prendere la forma classica, curva e con un solo filo tagliente, conosciuta anche in Occidente col nome generico di katana. Tale forma rimase sostanzialmente immutata per secoli, arrivando fino ai giorni nostri. L'allenamento nella scherma dei guerrieri giapponesi (BUSHI, meno propriamente SAMURAI) consisteva anticamente nell'esecuzione dei KATA, parola giapponese che significa “forme”, nelle quali le situazioni tipiche del combattimento venivano studiate e riprodotte in forma codificata, cioè secondo sequenze prestabilite. Per evitare infortuni ai praticanti, sempre possibili con l'uso di spade autentiche, furono successivamente ideate spade di legno (bokuto) e di bambù (shinai). I combattimenti con la katana si risolvevano di solito molto rapidamente, e non era insolito il caso in cui entrambi i contendenti trovavano la morte. Per affrontare un tale evento era quindi necessario procedere preventivamente non solo a un addestramento tecnico, ma anche e soprattutto a una preparazione della personalità, del carattere. Il guerriero giapponese, particolarmente noto per il suo coraggio e l'indifferenza nei confronti della morte, se nell'esercizio dei Kata e di altri esercizi allenava il corpo e i riflessi, trovò nello Zen uno strumento ideale per affinare il controllo della mente e delle emozioni e così mantenere un perfetto controllo anche al verificarsi di improvvise situazioni di pericolo.
La pratica Lo IAIDO è considerato da molti l’essenza moderna del Budo. Equilibrato nei suoi movimenti, semplice nella sua eleganza, lo Iaido è pervaso da una serie di relazioni profonde un respiro, un taglio, una vittoria. Lo Iaido incorpora in se il minimalismo estetico giapponese, dove ogni movimento è marcato dalla profondità spirituale derivante da migliaia di anni di studio nel massimo rispetto della vita e della morte. La particolarità delle antiche Arti Marziali giapponesi rispetto alle corrispondenti Arti occidentali fu che, mentre il patrimonio culturale di queste ultime si perse con il precoce avvento delle armi da fuoco che rese quasi superfluo il meticoloso addestramento necessario per l'uso delle armi bianche, nel Giappone il tardivo avvento delle armi da fuoco e il carattere fondamentalmente chiuso e conservatore della società consentirono il mantenimento di questa eredità. Lo IAIDO, poi, per il suo carattere fortemente tradizionale, ha resistito più di altre Arti Marziali alla trasformazione in sport agonistico con le relative conseguenze. A tutt'oggi esistono ancora scuole (Ryu) di antica scherma giapponese - poche, per la verità - tramandate di padre in figlio da secoli. Oltre a trovarsi sul campo di battaglia o impegnato in duelli dichiarati, si verificavano talvolta situazioni in cui il guerriero si trovava oggetto di attacchi di sorpresa; occorreva disporre quindi di tecniche che, a partire dalla spada ancora nel fodero, permettessero di parare o di anticipare l'avversario già con l'atto di sfoderare. Fiorì quindi, all'incirca nel 14° secolo (ma la datazione precisa della sua nascita è pressoché impossibile), lo IAI-JUTSU. Nel suo periodo di massima diffusione si contarono circa 400 scuole, ognuna col suo proprio stile; a tutt'oggi ne sopravvivono una trentina. Successivamente, anche in questo caso per l'influenza dello Zen, lo Iai-jutsu si trasformò nello IAIDO che, pur mantenendo inalterato lo studio delle tecniche, anche in questo caso sotto forma di kata, diventò finalizzato non più al mero combattimento bensì allo studio dell'integrazione tra mente e corpo. Lo studio dello IAIDO a Nipponto Dojo. inizia con lo ZEN KEN REN IAIDO, un sistema di dodici kata di base elaborato in tempi recenti dalla Federazione giapponese a partire dai tratti fondamentali delle Scuole principali. Successivamente, conseguito il grado di Dan, si inizia lo studio degli stili antichi, di difficoltà maggiore. Lo IAIDO e il KENDO, per le loro caratteristiche, sono complementari; così, pur essendo perfettamente possibile praticare solo l'uno o l'altro, è buona cosa studiarli entrambi, o almeno integrarli a un livello elementare. |
||